Nella mitologia greca, le Muse sono le divinità che presiedono alle occupazioni artistiche ed intellettuali. Figlie di Zeus e di Mnemosine, vivono nel Parnaso e la loro guida è Apollo, dio delle arti per eccellenza. Un’etimologia suggestiva collega il loro nome alla radice men-man (da cui deriva anche Mnemosine), che evoca il significato di “coloro che meditano, che creano con la fantasia”.

Questa  simbologia  ben rappresenta l’intima connessione dell’arte con le dimensioni del “divino” e del “sogno”.
L’arte, in tutte le sue forme, “trasfigura la realtà” (anche quando persegue un intento naturalistico): ne coglie le valenze che sfuggono a una lettura ordinaria delle cose e le rende decifrabili da tutti in quanto ne esplora l’essenza “universale”. Punta al sogno, non nel senso della fantasticheria (che distrae ed allontana dall’essenza), ma nel senso dell’immaginazione: evoca le pure ed infinite potenzialità racchiuse nel nucleo del Sè spirituale (collettivo ed individuale).
Ogni prodotto artistico getta una luce particolare su un aspetto inedito della realtà che ci fa riflettere su di essa (riconsiderarla da diverse prospettive) ed evoca molteplici e sorprendenti scenari del possibile.

Da ciò il legame tra “vero” e “bello”, sancito dalla cultura classica e celebrato da ogni artista che nel corso della storia abbia aggredito la materia per trasformarla in bellezza (intendendo con tale termine l’”anima” dei fenomeni, composta dal  dinamico equilibrio delle forze opposte).
“La bellezza salverà il mondo”, perchè celebra in ultima istanza la complessità del Tutto, guida verso la verità della vita, laddove armonia e disarmonia, bene e male, amore e odio, più e meno coincidono e regalano l’”inquieta pacificazione” della saggezza. In altri termini, l’arte (anche la più dissacrante) spalanca le porte del “sacro”, assumendo laicamente tale termine quale simbolo dell’Essere ulteriore, Realtà eccedente, laddove si dispiega la pienezza della vita (in atto o in potenza che sia, fa lo stesso, dato che l’utopìa è il motore di ogni nostra azione ispirata, sia essa la più sublime produzione artistica o il più umile gesto quotidiano).
Come sostiene Platone, l’arte ci fa “mettere le ali”, “è l’annuncio del vero mondo al quale apparteniamo e al quale possiamo ritornare mettendo le ali e volando” (Mancuso).

A tutti gli “aviatori visionari”, i viandanti della vita che si sentono cuore d’artista, è dedicata questa sezione. In essa descriverò le mie esperienze estetiche, le riflessioni e le emozioni che mi suscitano: i miei viss(ut)i d’arte. Ogni recensione prevede uno spazio dedicato ai commenti, che vi invito a riempire con libertà e generosità: nella fruizione estetica ogni vissuto, dal più profondo al più banale, è prezioso, perchè esprime la soggettività unica e irripetibile di chi lo prova. Dalla loro composizione risulta quella “sinfonia dialogica” che interpreta il senso più intimo della nostra umanità e conferisce gusto al nostro stare al mondo.

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